Uroflussometria: cos’è e perché si fa.

Uroflussometria: cos’è e perché si fa.

12 Aprile 2019 Urologia
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PERCHÉ VIENE RICHIESTO QUESTO ESAME?

Un flusso minzionale anomalo è spesso sintomo di una disfunzione del tratto urinario inferiore. La misurazione del flusso urinario (uroflussometria) è un’indagine non invasiva che ci consente di capire come il paziente urina normalmente, E’ uno degli esami più richiesti da noi urologi per poter dare indicazioni terapeutiche adeguate ai nostri pazienti.

Per eseguire correttamente questo esame è importante che lo stimolo ad urinare avvenga in condizioni di “normalità”. Ciò vuol dire che la vescica non deve essere né troppo piena né troppo vuota, ma deve piuttosto contenere un volume di urina tale da indurre un naturale stimolo a urinare. Questo volume è di circa 400 millilitri (ml), che corrisponde alla richiesta di bere 1 litro di acqua 1 ora prima dell’esame.

L’ Uroflussometria dura circa 15 minuti, al termine la persona può tornare alla propria vita quotidiana e svolgere le normali attività.

COME SI INTERPRETA IL RISULTATO DELL’ESAME?

Se il flusso di urina è maggiore di 15 ml al secondo, l’esame viene considerato normale. Se invece il flusso è inferiore a 15ml al secondo, è possibile che ciò sia dovuto a un’ostruzione delle vie urinarie, che impedisce di svuotare adeguatamente la vescica. Questo dato può essere confermato tramite ecografia.

Se il flusso massimo è minore di 15 ml/sec e il tempo di minzione è eccessivo, il paziente potrebbe avere un problema di ipertrofia prostatica.

In ogni caso, sebbene l’Uroflussometria fornisca molte informazioni utili, potrebbero essere comunque necessari ulteriori esami per indagare più a fondo il disturbo del paziente. Questa sola metodica, infatti, non è sufficiente a fare una diagnosi, ma offre indicazioni preziose, senza causare disturbi al paziente e con un costo molto contenuto.

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