Infertilità Maschile

Infertilità Maschile

5 novembre 2018 Andrologia,Area informativa
Condividi
  • 10
    Shares

Infertilità.

Il bimbo tanto desiderato non arriva. Ansia e depressione si rincorrono. Sono tante le strade da percorrere.
L’arrivo di un bambino è una delle gioie più grandi per una coppia. Ma, a volte, questa gioia immensa tarda ad arrivare. E così, nella coppia può nascere ansia, irritabilità, depressione. E’ accertato che i casi in cui sembra impossibile iniziare una gravidanza sono in aumento. In Italia, ogni anno quasi il 15% delle coppie si scoprono infertili.

Ma quando è il caso iniziare a preoccuparsi?

Quando, per almeno un anno, si sono avuti rapporti sessuali completi e continuativi nei periodi fertili della donna senza che ci sia stata la fecondazione. Dopo questo periodo, è necessario sottoporsi agli accertamenti. Questo, ovviamente, se non ci sono particolari problemi di salute o disfunzioni della sfera genitale o sessuale così evidenti da consigliare un più sollecito intervento degli specialisti (andrologo e ginecologo). Inoltre, se i partner non sono più giovanissimi, è bene consultare lo specialista Andrologo anche prima che siano trascorsi dodici mesi.

Quando l’infertilità è una certezza.

Accettare la propria infertilità non è mai semplice, ma, prima di arrivare a conclusioni definitive, è bene indagare a fondo. Dal punto di vista medico, i problemi possono essere di varia natura. Prima di tutto, le anomalie a carico degli organi riproduttivi; la maggior frequenza di infezioni sia maschili che femminili è in grado di creare danni irreparabili ai genitali; l’inquinamento di aria, acqua e cibi da antiparassitari, estrogeni, farmaci come gli anti-tumorali e/o immunodepressivi, le radiazioni ripetutamente assunte sia a scopo diagnostico che terapeutico, lo stress che causa alterazioni ormonali che influiscono negativamente sia nel maschio sia nella donna.

Altri nemici sono il fumo, l’abuso dell’alcool, le droghe, la scarsa igiene intima dedicata all’apparato genitale sia maschile che femminile causata dall’eccessiva promiscuità sessuale.

Infertilità maschile

Perché un uomo sia considerato fertile, è indispensabile che abbia una normale vita sessuale che non abbia malformazioni del pene, che nel suo seme gli spermatozoi siano in numero sufficiente e abbiano sia una vita media sufficiente sia una forma ben strutturata per poter arrivare in tempo a fecondare l’uovo. In un millilitro di sperma, abitualmente ci sono dai venti ai centocinquanta milioni di spermatozoi, normali come forma e motilità. Se però sono in quantità molto basse (sotto i 5 milioni per millilitro) non riescono a fecondare la cellula uovo. Può anche darsi il caso che gli spermatozoi siano molti ma immaturi, o di forma anomala e quindi incapaci di muoversi bene.

Sintomi di infertilità maschile.

I seguenti sono alcuni sintomi di infertilità maschile che potrebbero indicare un problema:
• masse che sono visibili attraverso lo scroto (richiede esame fisico)
• un testicolo che è più piccolo rispetto agli altri
• testicoli piccoli
• alti livelli di FSH
• produzione di sperma basso o nullo
• spermatozoi anormali
• dolore e gonfiore dei testicoli
• difficoltà a urinare nell’eiaculazione
• tessuto mammario leggermente allargato
• testicoli ritenuti (I testicoli ritenuti di solito sono corretti chirurgicamente alla nascita, ma se la condizione non è stata corretta, si sentirà ancora una sacca scrotale vuota. Inoltre, la correzione chirurgica potrebbe avere causato un’ernia, e il paziente deve informare l’Andrologo, se questa operazione è stata eseguita).
Parlare con un Andrologo specialista di fertilità se si verifica uno dei suddetti sintomi di infertilità maschile.

Possibili cause dell’infertilità maschile.

  1. La scarsità di spermatozoi può essere conseguenza di condizioni o comportamenti che innalzano la temperatura dei testicoli. E’ soprattutto il caso del varicocele. La stessa conseguenza, seppure in minor misura, si ha con l’uso protratto per lungo tempo di slip o pantaloni troppo stretti, la guida o lo stare seduti per molte ore al giorno, sport a rischio come bicicletta, equitazione, body building. Infine all’origine ci possono essere l’abuso di alcuni farmaci, alcool e fumo, oppure il ricorso alle droghe.
    2. Le cisti dell’epididimo e i tessuti fibrosi che ostacolano il passaggio dello sperma; le infiammazioni croniche delle vie seminali e della ghiandola prostatica.
    3. I problemi legati ai testicoli e alla loro funzionalità: Infatti, se uno o entrambi non sono scesi nello scroto, se hanno subito traumi, se sono atrofizzati o divenuti inattivi in seguito a disfunzioni ormonali o malattie infettive come la orchite post parotite, non possono produrre spermatozoi in numero sufficiente (o non ne producono affatto).
    Per chiarire le cause dell’infertilità maschile, è quindi importante sottoporsi a un’accurata visita specialistica, all’interno della quale l’Andrologo traccia un corretto quadro della situazione del paziente (anamnesi).Gli esami
    • Spermiogramma per valutare numero, qualità e motilità degli spermatozoi, e per accertare, tra gli altri dati, un’eventuale infezione seminale (spermiocoltura).
    • Ecografia scrotale (testicolare) con valutazione volumetrica e morfologica della sede dei testicoli, epididimi e dotti deferenti: fornisce informazioni sulla struttura dei testicoli e su eventuali patologie non rilevabili con la visita specialistica agli annessi testicolari.
    • Eco-color-doppler scrotale: mostra i vasi sanguigni dei testicoli ed è indispensabile per rilevare problemi venosi o un varicocele allo stadio iniziale, va fatto da coricati e soprattutto in piedi dopo opportuna manovra da sforzo (manovra di Valsalva).
    • Ecografia prostatico-vescicolare transrettale: permette di svelare formazioni patologiche (tumori, cisti, calcoli), o segnale di infiammazioni croniche della prostata e/o delle vescicole seminali.
    • dosaggio degli ormoni sessuali (FSH, LH, TESTOSTERONE, TESTOSTERONE LIBERO, SHBG, PROLATTINA). In alcuni casi, possono essere utili esami genetici, come la mappa cromosomica (cariotipo).
    Cura dell’ Infertilità Maschile
    La cura adatta a ripristinare la fertilità maschile dipende naturalmente dalla causa che ne è all’origine. Se si tratta di squilibrio ormonale, si somministrano ormoni sostitutivi associati alla somministrazione di vitamine (vit. E) amminoacidi, metalli (zinco) in grado di accrescere la funzionalità testicolare; per un’infiammazione o infezione, si ricorre ad antinfiammatori e antibiotici mirati; in presenza di varicocele, si deve intervenire mediante un intervento di chirurgia venosa e così via. Solo in rari casi di assoluta necessità si ricorre alla biopsia testicolare, al fine di valutare istologicamente la linea cellulare germinale.

Gli esami

Spermiogramma per valutare numero, qualità e motilità degli spermatozoi, e per accertare, tra gli altri dati, un’eventuale infezione seminale (spermiocoltura).
Ecografia scrotale (testicolare) con valutazione volumetrica e morfologica della sede dei testicoli, epididimi e dotti deferenti: fornisce informazioni sulla struttura dei testicoli e su eventuali patologie non rilevabili con la visita specialistica agli annessi testicolari.
Eco-color-doppler scrotale: mostra i vasi sanguigni dei testicoli ed è indispensabile per rilevare problemi venosi o un varicocele allo stadio iniziale, va fatto da coricati e soprattutto in piedi dopo opportuna manovra da sforzo (manovra di Valsalva).
Ecografia prostatico-vescicolare transrettale: permette di svelare formazioni patologiche (tumori, cisti, calcoli), o segnale di infiammazioni croniche della prostata e/o delle vescicole seminali.
dosaggio degli ormoni sessuali (FSH, LH, TESTOSTERONE, TESTOSTERONE LIBERO, SHBG, PROLATTINA). In alcuni casi, possono essere utili esami genetici, come la mappa cromosomica (cariotipo).

Cura dell’ Infertilità Maschile.

La cura adatta a ripristinare la fertilità maschile dipende naturalmente dalla causa che ne è all’origine. Se si tratta di squilibrio ormonale, si somministrano ormoni sostitutivi associati alla somministrazione di vitamine (vit. E) amminoacidi, metalli (zinco) in grado di accrescere la funzionalità testicolare; per un’infiammazione o infezione, si ricorre ad antinfiammatori e antibiotici mirati; in presenza di varicocele, si deve intervenire mediante un intervento di chirurgia venosa e così via. Solo in rari casi di assoluta necessità si ricorre alla biopsia testicolare, al fine di valutare istologicamente la linea cellulare germinale.

Per qualsiasi informazione Dott. Di Gregorio Leonardo Tel. 3333074747, si riceve a Palermo e Castellammare del Golfo

Articoli correlati:

L’importanza della prevenzione Andrologica


Condividi
  • 10
    Shares

I commenti sono chiusi.